NOTA! Questo sito non utilizza direttamente i cookie per profilare l'utente ma usa tecnologie simili per la navigazione

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Enrico Mattei

IL MEMORIALE DI ENRICO MATTEI

 

Il 27 ottobre 1962, il bireattore che dalla Sicilia porta Mattei a Milano precipita nella campagna di Bascapè. ­ In qual luogo il paesaggista Pietro Porcinai ( 1910 – 1986 ) ha realizzato un memoriale, un giardino del ricordo mutevole e parlante anche ora a distanza di oltre 50 anni.

Nelle pagine dei quotidiani la testimonianza dei primi soccorritori registra una scena che vede la coda del veicolo conficcata nel terreno e, intorno, i resti del bireattore e dei suoi occupanti. – Questa telegrafica descrizione della scena dell’accaduto – un filare di pioppi, a pochi metri da una roggia, anticipa il tema dal quale lo sguardo progettuale del Porcinai prenderà le mosse. – Nella primavera del 1963, a pochi mesi dalla scomparsa di Mattei, il paesaggista riceve dalla SNAM l’incarico progettare il memoriale del tragico evento. – Il lavoro procede con grande rapidità e sarà inaugurato in occasione del primo anniversario della morte, la domenica del 27 ottobre 1963.

Il Progetto interpreta magistralmente i caratteri del paesaggio padano, la solenne architettura delle masse vegetali esprime, più di ogni altro elemento, il valore “ memoriale “ di questo giardino del ricordo, incessantemente mutevole e parlante nell’arco delle stagioni,( non solo nella spettacolare vestitura autunnale dei Taxodium arrossati) , degli anni e delle ore del giorno, negli oltre cinquant’anni di vita vissuta.

La mappa catastale e poi il rilievo eseguito per il progetto commissionato al paesaggista registrano i pochi dati che saranno il cuore del progetto: i campi, l’intersezione di due strade bianche, una roggia, e un filare di pioppi. L’idea di Porcinai consiste nel tracciare il perimetro di una figura semplice rettangolare, che “ accoglie “ questo piccolo nodo, lo contiene con un “ recinto “ percorribile, un argine associato a un filare di alberi monumentali.

A oltre cinquant’anni dalla sua inaugurazione,” il campo di Bascapè “ così chiamato da Porcinai “ appare oggi nel pieno di quel processo in divenire che è la vita di un giardino,. Il motivo asciutto e la trama geometrica degli acciottolati sul piano erboso, la massa placida dell’argine perimetrale e degli arbusti che ne accompagnano il disegno, risultano ora contrapposti allo slancio verticale dei grandi  “ (Taxodium distichum) “ che il paesaggista scelse  per formare la solenne cortina perimetrale che emerge dal piano inclinato delle scarpate. – Appare ora perfetta, in ogni momento dell’anno, anche quando il rosso manto autunnale si dissolve, la configurazione di spazi e di figure vegetali che si stringono intorno a questo laico “ camposanto “ immaginato nella pianura lombarda. Perduto il segno della roggia, ora l’acqua ne descrive l’intero perimetro. – Il ponte che l’ attraversa ci introduce e un recinto fatto di elementi chiusi . la siepe esterna, il grande rettangolo di alberi e, infine, il perimetro dei massi che delimita la zona funeraria  che si stringe intorno a tre querce ( quercus coccinea)  ed a una lapide commemorativa a forma di croce (è qui che, nei giorni della commemorazione, si depongono i fiori).

( descrizione del memoriale tratto da:” I giardini di P. Porcinai in Lombardia

Comune di Bascapè, Piazza della Repubblica, 2 27010 Bascapè (PV) - Telefono: 0382\66012  -  Fax: 0382\66459  

Gestione sito web a cura di Studio K srl www.studiok.it